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MIMiT – Investimenti sostenibili 4.0

tempo di lettura: 4 minuti

Ministero delle Imprese e del Made in Italy – BANDO INVESTIMENTI SOSTENIBILI 4.0

TIPOLOGIA: valutativa a sportello

OGGETTO

La misura si pone l’obiettivo di rafforzare la crescita e la competitività delle PMI nelle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna) e di dare attuazione agli obiettivi di sviluppo perseguiti nell’ambito dell’obiettivo specifico 1.3, azione 1.3.2 del PN RIC 2021 – 2027.

Sono ammissibili i programmi che prevedono la realizzazione di investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato e coerente al piano nazionale Transizione 4.0  al fine di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica dell’impresa proponente. Nel dettaglio le tecnologie abilitanti individuate nel piano Transizione 4.0 (e dettagliate nell’allegato 1 dell’avviso) sono: Advanced manufacturing solutions, Additive manufacturing, Realtà aumentata, Simulation, Integrazione orizzontale e verticale, Internet of things e Industrial internet, Cloud, Cybersecurity, Big data e Analytics, Intelligenza artificiale, Blockchain.

SOGGETTI AMMESSI

Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che:

  1. dispongono di almeno 2 bilanci approvati e depositati, o nel caso di imprese individuali e società di persone che abbiano presentato almeno due dichiarazioni dei redditi
  2. sono in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione dagli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente
  3. non hanno effettuato nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento, e che si impegnano a non farlo anche fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

DURATA

Il progetto potrà essere avviato solo successivamente alla presentazione della domanda e dovrà essere concluso entro 18 mesi dalla data di adozione del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fatta salva la possibilità di richiedere una proroga non superiore a 6 mesi.

Per data di avvio si intende l’inizio dei lavori di costruzione oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento. L’acquisto di terreno e i lavori preparatori, quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità, non sono presi in considerazione ai fini dell’individuazione della data di avvio dei lavori.

PROGRAMMI AMMISSIBILI

I programmi di investimenti devono:

  1. prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0 (riportate nell’allegato n. 1) e l’ammontare di tali spese deve essere preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma;
  2. essere diretti all’ampliamento della capacità, alla diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente (già nella disponibilità dell’impresa alla data di presentazione della domanda) ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva (sono esclusi gli interventi di efficientamento energetico che devono riguardare un’unità produttiva esistente);
  3. essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata in: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia o Sardegna;
  4. prevedere spese ammissibili non inferiori a euro 750.000,00 e non superiori a euro 5.000.000,00 e, comunque, al 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato o dell’ultima dichiarazione dei redditi.

In ogni caso, i programmi di investimento devono essere finalizzati allo svolgimento delle attività manifatturiere o di servizi alle imprese.

Non sono ammessi i programmi che non garantiscono il rispetto del principio DNSH e i programmi che prevedono misure di efficientamento energetico predisposte per l’adeguamento a vincoli normativi o a prescrizioni di natura amministrativ, eccetto i casi di programmi che generano risparmi energetici addizionali (incremento di almeno il 20% dei valori previsti dai predetti vincoli e prescrizioni).

Saranno valutati mediante punteggio maggiore i programmi volti a:

  • contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici “mitigazione dei cambiamenti climatici” e “adattamento ai cambiamenti climatici” individuati dall’articolo 9 del regolamento (UE) n. 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020, secondo i criteri di vaglio tecnico definiti dal regolamento delegato (UE) 2021/2139 della Commissione europea del 4 giugno 2021
  • prevedere l’applicazione di soluzioni idonee a favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare (comprese tra quelle di cui all’allegato n. 2)
  • promuovere l’efficienza energetica delle imprese con il conseguimento (attraverso le misure di cui all’allegato n. 3) di un risparmio energetico all’interno dell’unità produttiva interessata dall’intervento non inferiore al 5% ai consumi dell’anno precedente alla data di presentazione della domanda.

SPESE AMMISSIBILI

  1. macchinari, impianti e attrezzature
  2. opere murarie (nei limiti del 40 % del totale dei costi ammissibili)
  3. programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  4. acquisizione di certificazioni ambientali.

Sono inoltre ammissibili le spese per le seguenti tipologie di consulenza:

  1. servizi avanzati di consulenza specialistica relativi all’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti dell’allegato n. 1 (max 5% dell’importo delle spese ammissibili relative ai beni di cui lettere a e c)
  2. esclusivamente per i soli programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità: spese per servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica dell’unità produttiva oggetto misure di efficientamento energetico (max 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento).

DOTAZIONE

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 400 milioni di euro a valere sull’obiettivo specifico 1.3, azione 1.3.2, del PN RIC 2021 – 2027.

Una quota pari al 25% delle risorse è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.

CONTRIBUTO

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili pari al 75%, così composto:

  1. nel caso di imprese di micro e piccola dimensione: per il 50% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili in forma di contributo in conto impianti e per il 25% in forma di finanziamento agevolato;
  2. nel caso di imprese di media dimensione: per il 40% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili in forma di contributo in conto impianti e per il 35% in forma di finanziamento agevolato.

TERMINI

L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

  1. compilazione della domanda a partire dalle ore 10.00 del 20 settembre 2023;
  2. invio della domanda di accesso alle agevolazioni a partire dalle ore 10.00 del 18 ottobre 2023.

Le domande presentate nello stesso giorno sono considerate come pervenute nello stesso momento indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione.

PROCEDURA E VALUTAZIONE

Le richieste devono essere trasmesse per via telematica piattaforma informatica disponibile sul sito www.invitalia.it. Le domande saranno scrutate secondo una procedura valutativa con procedimento a sportello.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

Fonte: MIMiT


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