Credito d’imposta per la ricerca scientifica (scaduto)

bando chiuso Credito d’imposta per la ricerca scientifica

TIPOLOGIA: procedura automatica

OGGETTO
Il credito d’imposta e’ un’agevolazione fiscale sui costi sostenuti dalle imprese che investono in ricerca presso Universita’ o Enti di Ricerca.
Istituito con il decreto sviluppo del 2011 (art. 1 – DL 70, 13 maggio 2011) in via sperimentale per gli anni 2011 e 2012, ha il fine di incentivare le imprese ad effettuare investimenti in “progetti di ricerca” svolti da universita’ o enti pubblici di ricerca anche in associazione, in consorzio o in joint venture con altre qualificate strutture di ricerca di equivalente livello scientifico.Con “attività di ricerca” si intendono: ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo sperimentale. Sono ammissibili al beneficio le sole attività di ricerca svolte su commissione dalle Università o dagli enti pubblici di ricerca, escludendo quindi, la ricerca svolta direttamente dall’impresa, cioè la cosiddetta “ricerca interna”.

SOGGETTI AMMESSI
Possono presentare domanda tutte le imprese e gli enti non-commerciali che intendano effettuare investimenti in progetti di ricerca commissionati a universita’ o enti pubblici di ricerca.
Sono ammesse sia imprese residenti nel territorio dello Stato italiano, sia le stabili organizzazioni nel territorio di imprese non residenti.
Possono fruire dell’agevolazione anche le start-up che si siano costituite o abbiano intrapreso l’attività a partire dal 14 maggio 2011, data di entrata in vigore del decreto sviluppo.

DURATA
Il credito di imposta spetta per gli investimenti realizzati a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012. Il riferimento esplicito agli investimenti “realizzati” a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 non esclude l’ammissibilità di investimenti in progetti di ricerca che risultino avviati in data anteriore al predetto periodo di applicazione dell’agevolazione. L’agevolazione, quindi, compete per la parte di costi sostenuti nel periodo individuato dalla norma.

SPESE AMMISSIBILI
Nella normativa in vigore non vengono definite le tipologia di spesa ammissibili, ma sono da ritenere esclusi le spese di ricerca sostenute direttamente dalle imprese, ancorché relative a beni o servizi messi a disposizione delle Università o degli enti per la realizzazione del progetto di ricerca cui l’impresa medesima compartecipa.
I costi relativi alla ricerca contrattualesono considerati ammissibili, “nella misura congrua e pertinente”, purché i risultati di tale ricerca siano acquisiti “nell’ambito di un’operazione effettuata alle normali condizioni di mercato e che non comporti elementi di collusione” .CUMULO
L’articolo 1 del decreto sviluppo non prevede specifici limiti alla possibilità di cumulare il credito di imposta con altri contributi pubblici o agevolazioni.
Le imprese interessate, pertanto, potranno cumulare il credito di imposta con altre agevolazioni o contributi pubblici concessi a fronte della medesima tipologia di spese in ricerca, salvo che le norme disciplinanti tali agevolazioni dispongano diversamente.

FINANZIAMENTO
I fondi previsti nel DL 70/2011 sono stati cosi’ ripartiti:

  • 2011: 55 milioni €
  • 2012: 180,8 milioni €
  • 2013: 157,2 milioni €
  • 2014: 91 milioni di euro €

Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 90% della quota di investimenti che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010 ed è fruibile in tre quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012.
Ai fini della determinazione della misura del credito spettante, pertanto, occorre preliminarmente calcolare la “media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010” per poterla raffrontare con l’importo degli investimenti realizzati in ciascuno dei periodi agevolabili.

In sostanza, per ciascuno dei periodi di imposta di applicazione dell’agevolazione, il credito di imposta è pari al 90% della differenza:

  • tra gli investimenti in ricerca commissionata ad Università ed altri enti o strutture “finanziabili”, effettuati nel periodo di imposta agevolato;
  • e la media aritmetica degli investimenti in ricerca effettuati nei tre periodi di riferimento.

TERMINI
La procedura e’ attualmente sotto esame da parte del Ministero dello Sviluppo Economico nell’ottica del riordino degli incentivi alle imprese, e dovrebbe costituirne il cardine.

PROCEDURA
Il credito d’imposta si effettua in compensazione tramite modello F24, utilizzando l’apposito codice 6835 denominato “Credito di imposta per le imprese che finanziano progetti di ricerca in Università ovvero enti pubblici di ricerca di cui all’articolo 1 del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106”

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