Horizon 2020: una sfida europea per le PMI italiane

Horizon 2020Con l’avvento di Horizon 202, il nuovo Programma UE per Ricerca ed Innovazione in vigore dal 2014 (fino al 2020), dovrebbero semplificarsi le procedure di accesso e le stesse agevolazioni per le PMI (SMEs – Small Medium Enterpises). In svariate occasioni il Commissario per la Ricerca, Innovazione e Sviluppo Máire Geoghegan-Quinn ha espresso la volontà di portare le PMI al centro del dibattito nel nuovo Programma, definendole come la vera spina dorsale dell’economia europea (le PMI costituiscono tuttora il 99% delle aziende UE). Pur essendo così rilevanti economicamente, le PMI hanno sostenuto una spesa per R&S inferiore alle corrispettive statunitensi, ed è stato calcolato che meno di 1/3 delle PMI europee svolgono attività innovative. 

Per le PMI investire in R&S in Europa significa non solo uscire dal confine italiano con i propri prodotti o idee, ma anche ottenere un notevole impatto economico sui propri profitti. E’ stato calcolato che le agevolazioni alla ricerca in Europa generano un grande valore aggiunto: 1€ di finanziamento del Programma Quadro attuale (il 7PQ), porta ad un incremento del valore aggiunto industriale tra i 7 ed i 9€. L’impatto macroeconomico atteso sul lungo termine del 7PQ dovrebbe portare ad un totale di 900.000 posti di lavoro, di cui 300.000 nella ricerca. Gli studi hanno dimostrato che le PMI attive fuori dai propri confini sono più innovative: il 26% delle PMI attive sul fronte della ricerca internazionale ha introdotto prodotti o servizi totalmente nuovi nel proprio settore di appartenenza e nel proprio paese di origine, rispetto al dato certamente inferiore dell’8% di innovatività da parte delle PMI attive solo all’interno dei propri confini.

Con Horizon 2020 si dovrebbero riuscire ad eliminare, o quantomeno ridurre, molti degli ostacoli cha hanno finora impedito alle PMI italiane di accedere alla programmazione europea. La complessità organizzativa e la macchina burocratica del 7PQ e del Programma CIP (Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione) dovrebbero finalmente riunirsi in un’unica programmazione, semplificata anche in termini di rendicontazione e certificazione delle imprese. Finora, infatti, una delle critiche maggiori si è incentrata sulle notevoli differenze in termini di presentazione, gestione delle fasi successive e rendicontazione tra i vari programmi, spesso molto diverse tra loro, e che hanno causato molta confusione nei beneficiari (Relazione della Corte dei Conti Europea).

Al momento il budget proposto per Horizon consiste in 70 Miliardi € (la Commissione UE aveva proposto 80 Miliardi), e costituisce comunque un grande passo avanti rispetto ai precedenti 54 Miliardi della precedente programmazione comunitaria.

Come si prepara l’Italia alla sfida di Horizon 2020?

I passi avanti fatti dal punto di vista italiano vanno proprio incontro all’innovatività e al tentativo di una maggiore cooperazione tra il mondo della ricerca pubblica e la ricerca privata.

Il MiSE con l’allora Ministro Passera ha introdotto il concetto di start-up innovative (L. 221/2012), ossia quelle aziende che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e che devono sostenere una certa quota di spesa in R&S o avere una quota di personale altamente qualificato (dottori di ricerca, ricercatori).

Il MIUR, invece ha introdotto in Italia il concetto di Cluster Tecnologici, ossia quelle “aggregazioni organizzate di imprese, università, altre istituzioni pubbliche o private di ricerca, articolate in più aggregazioni pubblico-private” che vanno oltre l’ambito territoriale dei Distretti Tecnologici e che si focalizzano su uno specifico ambito tecnologico e applicativo. Se con i Cluster si è cercato di ovviare alla lacuna in termini di collaborazione tra ricerca pubblica e privata, con i bandi incentrati su Smart CitiesSocial Innovation, si è invece entrati direttamente nelle tematiche che verranno affrontate in molte delle call di Horizon 2020.

FONTI: Commissione UE “Imprese e Industria”MIUR MiSE